LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE
Moltissime persone hanno letto la commedia “U mìzze
prèvete”. Ne sono state distribuite qualche migliaio di copie in cartaceo, e su
internet il file è stato scaricato innumerevoli volte.
Ultimamente un caro amico mi ha chiamato per dirmi che il
file è stato postato su un sito di download, ed è in forma leggibile per i
moderni i-pad.
Generalmente, ho raccolto sempre giudizi favorevoli, ed in
tanti mi hanno chiesto quando la commedia sarà rappresentata in teatro. Alcune
compagnie mi hanno fatto richiesta di poter mettere in scena l’opera, e non ho
mai negato a nessuno la possibilità di farlo, a condizione di non stravolgere
il copione. Ma a tutt’oggi, Nardino e Teresina non hanno ancora conosciuto le
luci della ribalta.
Qualche anno fa, dopo la pubblicazione della commedia in
allegato al quotidiano “La grande Provincia”, decisi di distribuire, anziché
buttare, il reso – le copie stampate e non vendute – in una forma un po’
particolare: organizzai una bancarella ad una festa di partito, nei pressi del
castello, invitando chi volesse ritirare una copia a dare un contributo
volontario.
Ad un certo punto della serata cominciarono ad andare e
venire dei ragazzi, età del liceo, a ritirare copie in una certa quantità,
senza peraltro lasciare alcunché. Lì per lì la cosa mi diede un po’ fastidio,
temevo di ritrovare le copie trasformate in aeroplanini di carta…
A fine serata mi incamminai per la villa e, giunto nei
pressi della fontana centrale, ebbi la più gradita delle sorprese: quei
ragazzi, libretto in mano, stavano rappresentando la commedia.
Mi fermai, in disparte, a guardare. Avrei voluto correre a
prendere una telecamera, oggi sicuramente il tutto sarebbe finito su internet
girato da un telefonino. La commedia, inscenata in tempo reale, era uno spasso,
i ragazzi la interpretavano in maniera molto bella, e si divertivano e
ridevano, e di alcune scene facevano pure il bis.
Se un giorno la commedia andrà in teatro, per me sarà la
seconda rappresentazione, perché come prima mi piace ricordare quella, come mi
piace ricordare, con gioia, la grandissima soddisfazione che provai.
Naturalmente, a nessuno di quei ragazzi venne in mente di modificare neppure
una virgola.


