Mentre fervono i preparativi per la prima del film che si terrà
Giovedì 26 Luglio alla lega navale, vi proproniamo l'ultimo episodio del
nostro racconto. Buona lettura!
IL FILM
Erano i primi giorni di primavera del 2010, ed ero a cena
con Teresa La Scala ed Antonio Universi. Qualche settimana prima avevo
distribuito, a loro e ad altri amici conosciuti quell’anno, le ultime copie
della commedia.
“Matteo, che ne pensi – mi disse Teresa con il suo
impagabile sorriso – se ne facciamo un film?”. “Un film?, non mi sembra –
rispondo io meravigliato – che la storia sia adatta ad un film, è stata pensata
per il teatro”.
“Non un film normale – mi fa Antonio –, stiamo parlando di
un film senza scene, hai presente Dogville?”.
È stato difficile per un cinefilo da videoteca come me,
ammettere che no, Dogville, non l’avevo visto.
“Non ti preoccupare – mi fa Antonio – ti presto il DVD, così
te ne fai un’idea”.
Poi ho capito: il film di Lars von Trier non è propriamente
il film che Gino, il mio videotecario, prende per i suoi clienti, anzi,
malgrado il cast di richiamo, quel film è stato classificato come “chiangóne”
(grossa pietra pesante, dal vocabolario della lingua sipontina).
Però di Antonio e Teresa ho una fiducia spropositata, e così
ci penso su un paio di giorni, forse una settimana, e spedisco a Teresa la
copia in formato elettronico del lavoro, dando la mia disponibilità a seguire
il progetto di cui, nel frattempo, i due mi avevano messo al corrente, e contribuendo,
credo anche in maniera significativa, alla stesura degli elaborati progettuali
allegati al bando regionale “Bollenti Spiriti”.
Considerato il numero elevato di partecipanti al bando e i
pochissimi progetti approvati a Manfredonia e in provincia di Foggia, mi sarei
aspettato un’accoglienza diversa da parte delle Istituzioni cittadine, atteso
che il progetto ha, come fine ultimo, proprio la creazione di una memoria della
lingua sipontina parlata.
Così non è stato ma ci sarà tempo, forse dopo l’uscita del
film, per rimediare…
All’inizio confesso che ero un po’ scettico circa il
risultato finale; sicuramente ero molto curioso ed animato dal legittimo e
naturale orgoglio di vedere realizzata un’opera concepita nella mia mente. Poi
sono stato travolto dall’entusiasmo dei ragazzi, e mi sono lanciato in questa
avventura con convinzione, collaborando alla ricerca di possibili location, ed
anche mettendo in campo possibili soluzioni operative, avvantaggiato dal fatto
che io, nella mia testa, il film lo avevo visto e rivisto tante e tante volte.
Purtroppo la mia collaborazione non è andata molto oltre,
per una serie di circostanze personali che mi hanno allontanato da Manfredonia:
prima il trasloco a Foggia e, dopo poche settimane, la perdita di mia madre,
che è stata un po’ come recidere il cordone ombelicale che avevo con la mia
città. Devo al regista, Vincenzo Totaro, ed alle sue lunghe e appassionate
telefonate, il fatto di essere rimasto connesso al progetto, prima rendendomi
partecipe della sceneggiatura, poi informandomi dell’avanzamento dell’opera
cinematografica.
Devo dire che, dal primo momento, ho approvato tutte le
scelte fatte da Vincenzo e dal suo team, sia per i collaboratori, sia per il
cast degli attori.
Considerate tutte le peripezie per arrivare al primo ciak,
ritengo che i ragazzi abbiano fatto tutti una specie di miracolo.
Adesso, naturalmente, non vedo l’ora di poter guardare,
spero in anteprima, il film montato e finito. Se prima ero curioso, adesso sono
curiosissimo di vedere quanto assomiglierà al film che ho immaginato, e alla
rappresentazione fatta dai ragazzi in villa, cosa avrà guadagnato e cosa avrà
perduto nella trasposizione cinematografica, che non deve essere uguale, come
non è mai uguale, al libro scritto.
Ma sono certo che, comunque vada, sarà un capolavoro.