sabato 7 luglio 2012

U mìzze prèvete - La genesi - parte VII


 Mentre fervono i preparativi per la prima del film che si terrà Giovedì 26 Luglio alla lega navale, vi proproniamo l'ultimo episodio del nostro racconto. Buona lettura!
 
IL FILM

Erano i primi giorni di primavera del 2010, ed ero a cena con Teresa La Scala ed Antonio Universi. Qualche settimana prima avevo distribuito, a loro e ad altri amici conosciuti quell’anno, le ultime copie della commedia.
“Matteo, che ne pensi – mi disse Teresa con il suo impagabile sorriso – se ne facciamo un film?”. “Un film?, non mi sembra – rispondo io meravigliato – che la storia sia adatta ad un film, è stata pensata per il teatro”.
“Non un film normale – mi fa Antonio –, stiamo parlando di un film senza scene, hai presente Dogville?”.
È stato difficile per un cinefilo da videoteca come me, ammettere che no, Dogville, non l’avevo visto.
“Non ti preoccupare – mi fa Antonio – ti presto il DVD, così te ne fai un’idea”.
Poi ho capito: il film di Lars von Trier non è propriamente il film che Gino, il mio videotecario, prende per i suoi clienti, anzi, malgrado il cast di richiamo, quel film è stato classificato come “chiangóne” (grossa pietra pesante, dal vocabolario della lingua sipontina).

Però di Antonio e Teresa ho una fiducia spropositata, e così ci penso su un paio di giorni, forse una settimana, e spedisco a Teresa la copia in formato elettronico del lavoro, dando la mia disponibilità a seguire il progetto di cui, nel frattempo, i due mi avevano messo al corrente, e contribuendo, credo anche in maniera significativa, alla stesura degli elaborati progettuali allegati al bando regionale “Bollenti Spiriti”.
Considerato il numero elevato di partecipanti al bando e i pochissimi progetti approvati a Manfredonia e in provincia di Foggia, mi sarei aspettato un’accoglienza diversa da parte delle Istituzioni cittadine, atteso che il progetto ha, come fine ultimo, proprio la creazione di una memoria della lingua sipontina parlata.
Così non è stato ma ci sarà tempo, forse dopo l’uscita del film, per rimediare…
All’inizio confesso che ero un po’ scettico circa il risultato finale; sicuramente ero molto curioso ed animato dal legittimo e naturale orgoglio di vedere realizzata un’opera concepita nella mia mente. Poi sono stato travolto dall’entusiasmo dei ragazzi, e mi sono lanciato in questa avventura con convinzione, collaborando alla ricerca di possibili location, ed anche mettendo in campo possibili soluzioni operative, avvantaggiato dal fatto che io, nella mia testa, il film lo avevo visto e rivisto tante e tante volte.
Purtroppo la mia collaborazione non è andata molto oltre, per una serie di circostanze personali che mi hanno allontanato da Manfredonia: prima il trasloco a Foggia e, dopo poche settimane, la perdita di mia madre, che è stata un po’ come recidere il cordone ombelicale che avevo con la mia città. Devo al regista, Vincenzo Totaro, ed alle sue lunghe e appassionate telefonate, il fatto di essere rimasto connesso al progetto, prima rendendomi partecipe della sceneggiatura, poi informandomi dell’avanzamento dell’opera cinematografica.
Devo dire che, dal primo momento, ho approvato tutte le scelte fatte da Vincenzo e dal suo team, sia per i collaboratori, sia per il cast degli attori.
Considerate tutte le peripezie per arrivare al primo ciak, ritengo che i ragazzi abbiano fatto tutti una specie di miracolo.
Adesso, naturalmente, non vedo l’ora di poter guardare, spero in anteprima, il film montato e finito. Se prima ero curioso, adesso sono curiosissimo di vedere quanto assomiglierà al film che ho immaginato, e alla rappresentazione fatta dai ragazzi in villa, cosa avrà guadagnato e cosa avrà perduto nella trasposizione cinematografica, che non deve essere uguale, come non è mai uguale, al libro scritto.
Ma sono certo che, comunque vada, sarà un capolavoro.

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